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Anno Scolastico 2019/2020

PIANO ANNUALE INCLUSIVITA’

                                   “Non c’è nulla di più ingiusto che fare le parti uguali tra disuguali”  (Don Milani “Lettere ad una Professoressa”)

 

 

 PREMESSA

La direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012, la successiva circolare n. 8 del 6 marzo 2013 e il DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66 Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilita', a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00074), hanno introdotto per le scuole l’obbligo di redigere il piano annuale di inclusione (PAI) per gli alunni che presentano particolari bisogni educativi. L’area individuata come interessata ad una specifica progettazione include alunni con caratteristiche le più varie, da quelli certificati ai sensi della L. 104/92, a quelli con diagnosi DSA e si spinge a censire le situazioni definite di funzionamento intellettivo limite attraversando i campi dei disturbi evolutivi specifici, le situazioni di svantaggio sociale e culturale e quello della non conoscenza della lingua italiana. Condizioni quindi molto diverse che è difficile ricondurre ad un quadro unitario all’interno di un Piano complessivo dell’inclusività.

Ciascun alunno è diverso da tutti gli altri per elementi di storia e di identità, per stili di apprendimento e per capacità comunicative e cognitive; per questa sua specificità egli va riconosciuto, la scuola disposta a valorizzare la diversità offre ad ognuno la possibilità di crescere con i compagni manifestatamente diversi e consente di scoprire che esiste la possibilità di convivere nel concreto esercizio del rispetto reciproco, l’uno occasione di crescita per l’altro.

Robert Barth, docente di Harvard, descrive il valore della diversità come segue:

Vorrei che i miei figli frequentassero una scuola in cui le differenze vengono cercate, valorizzate, celebrate come buone notizie, come opportunità per apprendere. (…) Le differenze offrono enormi opportunità per l’apprendimento. Le differenze sono una risorsa abbondante, gratuita e rinnovabile. Vorrei che il nostro impulso a eliminare le differenze fosse sostituito da una altrettanto urgente spinta a utilizzarle per migliorare la scuola. Ciò che conta nelle persone - e nelle scuole - è quello che c’è di diverso, non quello che è uguale.

Ma nella scuola<<non vi può essere una reale integrazione del “diverso”…, senza una sostanziale trasformazione della scuola stessa (nei contenuti, nei metodi, nella organizzazione, nella struttura); così come, comunque, la presenza e l’accoglienza del bambino diverso spinge ogni insegnante a rimettere in discussione il proprio ruolo, il concetto stesso di educazione e le sue possibili mistificazioni, ponendosi come fattore sostanziale di cambiamento>> (Sbenaglia).

Se integrato un alunno diversamente abile diventa una persona che può arricchire e influenzare tutto il processo di apprendimento del gruppo. Un alunno disabile rompe uno schema organizzativo consolidato e pone l’esigenza di destrutturare il tradizionale rapporto di insegnamento-apprendimento, finendo, il più delle volte, per rappresentare un potente catalizzatore del processo di rinnovamento della metodologia e della didattica prevalente nel contesto classe in cui è inserito. Il regalo più grande che l’integrazione fa alla scuola è senza dubbio la certezza che l’individualizzazione del processo di apprendimento è possibile.

I docenti devono partire dall’assoluta certezza che esistono capacità in tutti gli allievi, anche se diverse per qualità e quantità, e cercare gli strumenti più idonei per portarle alla luce, coltivarle e farle crescere. Per questo motivo, nel seguire la programmazione rivolta alla classe, gli insegnanti del nostro istituto costruiscono obiettivi, attività didattiche e atteggiamenti educativi “su misura” per ogni singolo alunno, adattando i livelli di apprendimento e gli strumenti della comunicazione.

Nel nostro istituto si adottano diverse forme di individualizzazione: da un semplice intervento specifico da parte degli insegnanti di classe, alla valorizzazione delle dinamiche cooperative, alla costruzione di un vero e proprio piano educativo individualizzato per alunni con difficoltà e il piano didattico personalizzato per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento. Una vera qualità dell’integrazione si raggiunge quando specialità e normalità, che coesistono, si influenzano reciprocamente e in cui l’una (la specialità) si trasforma nell’altra (la normalità), ne viene assimilata e la trasforma arricchendola.

Dunque, la normalità viene vista sempre più sfaccettata e ricca di elementi e caratteristiche di specialità: anche nell’alunno più apparentemente normale si trovano notevoli differenze e specialità, che vanno incontrate, conosciute, e a cui va data possibilità di espressione e valorizzazione.

Un integrazione così intesa possiamo e dobbiamo realizzarla, non solo per gli alunni in situazione di handicap, ma per tutti gli alunni.

PIANO ANNUALE INCLUSIVITA’

Il Piano Annuale d’Inclusione (P.A.I.) è uno strumento di programmazione dell’offerta formativa che ha lo scopo di far emergere criticità e punti di forza delle attività inclusive svolte dalla scuola. Tale Piano va revisionato annualmente e prende in considerazione le esigenze di tutti gli alunni, con particolare attenzione a quelli con Bisogni Educativi Speciali.

Il P.A.I. è parte integrante del PTOF e, secondo la nota MIUR 1551 del 27/06/2013, “non va inteso come ulteriore adempimento burocratico, bensì come uno strumento che possa contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei risultati educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola per tutti e per ciascuno”. Cioò è stato rafforzato da quanto prescritto dall’art. 8 del DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66 Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilita', a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00074).

Dal 1° settembre è entrato a far parte dell’istituto, a causa del dimensionamento, il Plesso di Tonara, per questo i dati del presente PAI sono stati unificati con i dati del plesso di Tonara.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Il quadro generale della distribuzione degli alunni con BES nel nostro Istituto è sintetizzato nella

tabella che segue:

Parte I – Analisi dei punti di forza e di criticità

A. Rilevazione dei BES:

 

2019/20

1-Disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3), di cui:

 

19

minorati vista

/

minorati udito

/

Psicofisici

18

2-Disturbi evolutivi specifici, di cui:

20

DSA

16

ADHD/DOP

1

Borderline cognitivo

/

Altro

/

3-Svantaggio, di cui:

/

Socio-economico

/

Linguistico-culturale

1

Disagio comportamentale/relazionale

3

Altro

/

n. totale alunni della scuola 472

n. totale alunni BES

39

% su popolazione scolastica

 

N° PEI da redigere dai GLI

   

18

N° di PDP da redigere dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria

   

                               18

N° di PDP da redigere dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria

   

4

 

     

B. Risorse professionali specifiche

Prevalentemente utilizzate in…

Sì / No

Insegnanti di sostegno

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

SI

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

         SI

AEC (Assistenti Educativi Comunali)

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

SI

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

NO

Assistenti alla comunicazione

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

SI

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

NO

Funzioni strumentali / coordinamento

F.S. Inclusione

SI

Referenti di Istituto BES

F.S. Inclusione

SI

Psicopedagogisti e affini esterni/interni

 

SI

Docenti tutor/mentor

 

NO

Altro

 

NO

C. Coinvolgimento docenti curricolari

Attraverso…

SI/NO

Coordinatori di classe e simili

Partecipazione a GLI

SI (alcuni)

Rapporti con famiglie

SI

Tutoraggio alunni

SI

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

NO

Altro

-

Docenti con specifica formazione

Docenti con abilitazione per il sostegno e docenti senza abilitazione

Partecipazione a GLI

SI

Rapporti con famiglie

SI

Tutoraggio alunni

SI

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

SI

Altro

-

Altri docenti

Partecipazione a GLI

SI

Rapporti con famiglie

SI

Tutoraggio alunni

SI

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

SI

Altro

-

D. Coinvolgimento personale ATA

Attraverso…

SI/NO

Coinvolgimento personale ATA

Assistenza alunni disabili

SI

 

Progetti di inclusione / laboratori integrati

NO

Altro (partecipazione al GLI

SI

E. Coinvolgimento famiglie

Attraverso…

SI/NO

Coinvolgimento famiglie

Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva

SI

Coinvolgimento in progetti di inclusione

SI

Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante

SI  

Altro

-

F. Rapporti con ENTI PUBBLICI

Attraverso…

SI/NO

Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza.

Rapporti con CTS / CTI

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità

NO

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili

SI

Procedure condivise di intervento sulla disabilità

SI

Procedure condivise di intervento su disagio e simili

SI

Progetti territoriali integrati

NO

Progetti integrati a livello di singola scuola

SI

Rapporti con CTS / CTI

SI

Altro

-

G. Rapporti con privato sociale e volontariato

Attraverso…

SI/NO

Rapporti con privato sociale e volontariato

Progetti territoriali integrati

SI

Progetti integrati a livello di singola scuola

SI

Progetti a livello di reti di scuole

SI

H. Formazione docenti

 

Attraverso…

SI/NO

 

Formazione docenti

Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe

SI

Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva

SI  

Didattica interculturale/italiano L2

NO

 

Psicologia e psicopatologia dell’età           evolutiva (compresi             DSA,    ADHD,

ecc.)

SI

Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo,

ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali,

DSA,…)

SI  

Altro

-

LA SITUAZIONE ATTUALE

Il quadro generale degli alunni con BES nella scuola è sintetizzato nella seguente tabella.

Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati *:

0

1

2

3

4

* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo

 

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo

   

X

   

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

   

X

   

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;

   

X

   

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

   

X

   

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti;

 

X

     

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative;

 

X

     

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi;

   

X

   

Valorizzazione delle risorse esistenti

     

X

 

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

   

X

   

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.

     

X

 

Disponibilità strumenti multimediali per una didattica inclusiva

 

X

     

Altro:

         

* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo

 

Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici

 

Per l’a.s. 2019/20 si prevede di andare incontro alle seguenti CRITICITÀ e PUNTI DI FORZA:

CRITICITÀ

  • necessità di stilare un accordo di programma tra alcune scuole e l’ente locale.
  • assenza, in alcuni plessi, di spazi esterni per l'attività sportiva;
  • necessità di potenziare la formazione, la dotazione e l'uso delle nuove tecnologie (soprattutto uso computer e TIC) per Insegnanti e alunni.
  • necessità di potenziare la formazione, in particolare sull’uso di metodologie didattiche inclusive, quali l’apprendimento cooperativo e collaborativo.
  • risorse umane insufficienti in rapporto alle Problematiche degli alunni.

PUNTI DI FORZA:

  • presenza di funzioni strumentali per l’inclusione e valutazione di istituto;
  • disponibilità del personale scolastico per realizzare percorsi di inclusività;
  • disponibilità, da parte degli enti locali, nel supportare, non solo finanziariamente, i processi di inclusione portati avanti dall'istituto.

organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo

           (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)

La Scuola , visti gli indirizzi generali del PTOF individuati dal Consiglio di Istituto , elabora, inserendola nel PTOF, una politica di promozione dell’integrazione e dell’inclusione condivisa tra il personale (Piano annuale per l’Inclusione). Definisce al proprio interno una struttura di organizzazione e coordinamento degli interventi rivolti alla disabilità e al disagio scolastico definendo ruoli di referenza interna ed esterna. Sensibilizza la famiglia a farsi carico del problema, invitandola a farsi aiutare attraverso l’accesso ai servizi (ASL e/o servizi sociali) e coinvolgendola   nell’elaborazione del progetto educativo che intende attuare.

Nella nostra scuola l’organizzazione generale del servizio inclusione vede coinvolte le seguenti figure.

Il Dirigente Scolastico è il garante di tutto il processo di inclusione e a tal fine:

assicura il reperimento degli ausili nel caso di precise esigenze dell’alunno; formula la richiesta dell’organico di sostegno, gestisce le risorse umane e strumentali;

convoca e presiede i GLI;

viene informato costantemente dalla Funzione Strumentale Inclusione rispetto ai nuovi casi in esame e alla situazione di tutti gli alunni con BES;

viene informato dal Coordinatore di Classe e/o Coordinatore BES rispetto agli sviluppi dei vari casi presenti;

informa, in collaborazione con i docenti di classe, le famiglie dei nuovi alunni che necessitano di accertamenti esterni.

Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (in sigla GLI),è costituito da:

1.   Dirigente scolastico, che lo presiede;

2.   le funzioni strumentali (Inclusione e Valutazione);

3.   un rappresentante dei docenti di sostegno per ordine di scuola;

4.   un rappresentante dei docenti curricolari per ordine di scuola;

5.   un rappresentante dei genitori;

6.   un rappresentante del personale ATA;

7.   rappresentanti dei servizi sociali dei Comuni;

8.   un rappresentante degli operatori ASL coinvolti nei progetti formativi degli alunni.

Svolge le seguenti funzioni come da Regolamento approvato dal Consiglio d’Istituto in data 26/11/2014:rilevazione alunni con BES: analizza la situazione complessiva; propone e inserisce nella programmazione del Piano dell’Offerta Formativa (POF) iniziative di promozione dell’integrazione scolastica degli alunni con BES (disabilità, DSA, alunni stranieri, ecc.);

raccoglie e documenta gli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione;

individua i criteri per l’assegnazione degli alunni con disabilità alle classi; individua i criteri per la gestione delle risorse personali (assegnazione dei docenti di sostegno alle classi; distribuzione delle ore nelle relative aree e utilizzo delle compresenza tra docenti; pianificazione dei rapporti con gli operatori extrascolastici; reperimento di specialisti e consulenze esterne; ecc.);

definisce le modalità di passaggio e di accoglienza degli alunni con BES in continuità con i vari gradi di scuola (infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado);

Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il prossimo anno

 

rileva, monitora e valuta i livelli di inclusività d'Istituto, documentando gli interventi didattici educativi personalizzati posti in essere;

predispone una proposta di calendario delle attività dei Gruppi Operativi (G.O.) e dei Consigli di

Classe per la redazione dei PEI e dei PDP; raccoglie e coordina le proposte formulate dai singoliGLH Operativi sulla base delle effettive esigenze; elabora una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) riferito a tutti gli alunni con BES, al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno) per il quale, al termine dell’anno scolastico, il Collegio procede alla verifica dei risultati raggiunti;

monitora e valuta il Piano Annuale per l'Inclusività;

(Il GLI di Istituto) è composto da:

•  Il Dirigente Scolastico;

•  il docente funzione strumentale per l'inclusione;

•  un docente curricolare per ogni ordine di scuola;

•  un docente di sostegno per ordine di scuola;

•  un rappresentante dei genitori di alunni disabili;

•  un assessore alle politiche sociali per ciascun Comune;

•  un assistente sociale di ciascun Comune;

•  un rappresentante delle ASL di riferimento (neuropsichiatra, psicologo).

Svolge le seguenti funzioni come da Regolamento approvato dal Consiglio d’Istituto in data 27/11/2013:

Presiede alla programmazione generale dell’integrazione scolastica nella scuola ed ha il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione previste dal piano educativo individualizzato dei singoli alunni attraverso l’attuazione di precoci interventi atti a prevenire il disadattamento e l’emarginazione e finalizzati alla piena realizzazione del diritto allo studio degli alunni con disabilità.

Il GLH d’Istituto si occupa, in seduta plenaria, di promuovere la cultura dell’integrazione attraverso attività congiunte scuola/territorio, in particolare:

a)    formula proposte per la formazione e l’aggiornamento dei docenti, anche nell’ottica di corsi integrati per il personale delle scuole, dell’Asl e degli Enti Locali, impegnati in piani educativi e di recupero individualizzati;

b)    pianifica e coordina progetti ed attività con soggetti istituzionali che interagiscono con gli alunni diversamente abili (Enti Locali, Asl, Famiglie, Scuola, Associazioni);

c)     verifica i progetti e gli interventi attuati a livello di Istituto;

d)    propone al Dirigente Scolastico l’acquisto di attrezzature, strumenti, sussidi e materiale didattico destinato agli alunni diversamente abili, che siano pertinenti alle necessità desunte dai PEI di ciascun alunno. Eventualmente propone le modalità di acquisizione di risorse;

e)     predispone una proposta di calendario per gli incontri dei singoli Gruppi "tecnici".

Il GLH d’Istituto in seduta ristretta (sola componente scolastica) interviene per:

a)    gestire e coordinare l’attività dell’Istituto in relazione agli alunni con disabilità al fine di ottimizzare le relative procedure e l’organizzazione scolastica;

b)    analizzare la situazione complessiva dell’Istituto (numero di alunni con disabilità, tipologia degli handicap, classi coinvolte);

c)     individuare i criteri per l’assegnazione degli alunni con disabilità alle classi, laddove possibile;

d)    individuare i criteri per l’assegnazione dei docenti di sostegno alle classi;

e)     definire le modalità di accoglienza degli alunni con disabilità;

f)       analizzare casi critici e proposte di intervento, nei vari contesti, per risolvere problematiche emerse nelle attività di integrazione;

g)     informare i docenti di sostegno e di classe sulle procedure corrette da attuare per perseguire il massimo vantaggio per lo sviluppo formativo degli alunni nel rispetto della normativa;

h)     aggiornare il Protocollo di Accoglienza ed Integrazione degli Alunni Diversamente Abili e favorirne la divulgazione tra i docenti;

i)       pianificare le attività del Coordinamento Docenti di Sostegno.

Il Consiglio di Istituto è l’organo di indirizzo e di controllo.

In data 04.03.2015 ha delineato come linee guida l’inclusione, il recupero e il potenziamento di tutti gli alunni. Ha scelto pertanto di dare ampio spazio all’inclusione, intesa come di tutti senza privilegiare alcune categorie a discapito di altri. A tal fine si porteranno avanti attività e progetti per il superamento delle difficoltà degli alunni, in particolare di quelli con BES, anche attraverso collaborazioni esterne con enti locali e altre agenzie educative per arricchire e potenziare l’offerta formativa che favorisca l’inclusione.

Il Collegio dei Docenti.

approva le proposte per iniziative, attività e progetti a favore l’inclusione presentate da docenti, consigli di classe o gruppi di lavoro presenti nell’istituto;

propone iniziative di aggiornamento e la formazione dei docenti sull’inclusione; Individua i docenti per i vari gruppi di lavoro (GLHI, GLI, Commissioni, ecc).

I Consigli Di Classe/Interclasse/Intersezione (nella figura del coordinatore di classe)

informano il Dirigente, la Funzione   Strumentale Inclusione e la famiglia della situazione/problema;

effettuano un primo incontro con i genitori; collaborano all’osservazione sistematica e alla raccolta dati;

analizzano i dati rilevati, prendono atto della relazione clinica, definiscono, condividono ed attuano: il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI) , per gli alunni disabili;

in armonia con il “regolamento per favorire l’integrazione e l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali (BES)”, dopo un primo periodo di osservazione e previo consenso della famiglia, predisporranno un Piano Didattico Personalizzato (PDP), nel quale si illustreranno gli obiettivi da perseguire e le metodologie da attivare.

Per quanto riguarda i disturbi specifici di apprendimento (DSA), gli insegnanti guideranno e sosterranno gli alunni affinché imparino a: conoscere le proprie modalità di apprendimento, i processi e le strategie mentali più adeguati e funzionali per lo svolgimento delle attività richieste;

applicare consapevolmente comportamenti e strategie operative adeguate al proprio stile cognitivo;

ricercare, in modo sempre più autonomo, strategie personali per compensare le specifiche difficoltà.

La Funzione Strumentale collabora con il Dirigente Scolastico , raccorda le diverse realtà

(Scuola, Famiglie, enti territoriali…), partecipa al GLI , rendiconta al Collegio docenti.

La famiglia informa il coordinatore di classe (o viene informata) della situazione/problema; si attiva per portare il figlio da uno specialista ove necessario; partecipa agli incontri con la scuola e con i servizi del territorio;

condivide il Progetto educativo e collabora alla sua realizzazione, attivando il proprio ruolo e la propria funzione.

La ASL di competenza effettua l’accertamento, fa la diagnosi e redige una relazione; incontra la famiglia per la restituzione relativa all’accertamento effettuato;

fornisce supporto alla scuola per individuare il percorso migliore da intraprendere nel caso specifico.

I Servizi Sociali comunali:

partecipano agli incontri della scuola organizzati per i diversi alunni;

collaborano con la scuola affiancando gli insegnati di classe e/o l’insegnante di sostegno per gli alunni interessati;

collaborano nella realizzazione di iniziative di informazione e formazione sia del personale scolastico che delle famiglie.  

nel caso di alunni in situazione di handicap con deficit particolarmente gravi dovrebbero fornire personale per svolgere interventi mirati anche ai bisogni materiali (cura della persona, deambulazione, assistenza durante la vestizione e la nutrizione, uso di strumenti protesici ecc);

in generale dovrebbero fornire personale specializzato che collabora in tutti gli aspetti strettamente educativi, assistenziali e globali individuati nel PEI.

 

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

Ci si prefigge di promuovere modalità di formazione che prevedano la partecipazione degli insegnanti, coinvolti non come semplici destinatari, ma come professionisti che riflettono e attivano modalità didattiche orientate all’integrazione efficaci nel normale contesto del fare scuola quotidiano.

Si auspica di poter attuare nel prossimo anno scolastico interventi di formazione, aggiornamento e autoaggiornamento inerente:

metodologie didattiche e pedagogia inclusiva;

implementare l’esperienza su cosa osservare, come osservare e chi osservare.

strumenti compensativi e dispensativi per l'inclusione;

partecipazione dei docenti a corsi di formazione funzionale alle strategie per la realizzazione del PAI proposti da enti di formazione, scuola, università;

gestione dei comportamenti problema in classe.

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive

Valutare un alunno in difficoltà coinvolge in modo responsabile sia il singolo docente sia il Consiglio di Classe nella sua interezza.

La difficoltà sta nel comprendere gli effettivi obiettivi raggiunti senza indulgere in “aiuti” né pretendere risposte non adeguate alla condizione di partenza.

In fase di valutazione si terrà conto della situazione di partenza, delle capacità e potenzialità, nonché dei ritmi di apprendimento dei singoli alunni.

In fase di valutazione si terrà conto della situazione di partenza, delle capacità e potenzialità, nonché dei ritmi di apprendimento dei singoli alunni.

In dettaglio, agli alunni con BES verranno predisposte e garantite adeguate forme di verifica e valutazione iniziale, intermedia e finale coerenti con gli interventi pedagogico-didattici previsti. Si valuterà l’effettivo livello di apprendimento conseguito, mediante l'applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l'espletamento delle attività da valutare.

Relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove, nel tener conto di eventuali strumenti compensativi e misure dispensative, si riserverà particolare attenzione alla padronanza, da parte degli alunni, dei contenuti disciplinari e si prescinderà dagli aspetti legati all'abilità deficitaria.

Ove il Consiglio di Classe lo ritenga necessario può adottare una valutazione differenziata, opportunamente formalizzata in un PDP, che tenga conto delle effettive capacità, potenzialità, punti di partenza e crescita dei singoli alunni.

Nei PEI e nei PDP si dovranno specificale le modalità di verifica attraverso le quali si intende operare e valutare durante l’anno scolastico, in particolare si dovrà specificare:

l’organizzazione delle interrogazioni (modalità, tempi e modi); l’eventuale compensazione, con prove orali, di compiti scritti non ritenuti adeguati; i tipi di mediatori didattici (mappe, tabelle, formulari, calcolatrici,…..) ammessi durante le verifiche;  

altri accorgimenti adottati e ritenuti utili.

Per gli Esami di Stato.

Il Consiglio di Classe deve stendere una relazione di presentazione dell’alunno disabile/con BES da consegnare alla Commissione Esaminatrice, contenente le seguenti informazioni: descrizione del deficit e dell’handicap; descrizione del percorso formativo realizzato dall’alunno; esposizione delle modalità di formulazione e di realizzazione delle prove per le valutazioni (tecnologie, strumenti, modalità, assistenza).

La Commissione, dopo aver esaminato la documentazione, predispone le prove equipollenti e, ove necessario, quelle relative al percorso differenziato con le modalità indicate dal Consiglio di Classe.

Per prove equipollenti si intendono: le prove inviate dal Ministero della Pubblica Istruzione svolte con mezzi e/o strumenti diversi ( uso del computer, dettatura dell’insegnante di sostegno…);

le prove proposte dalla Commissione d’esame con contenuti culturali, tecnici e professionali differenti da quelli proposti dal Ministero ma ad essi equipollenti.

Le prove equipollenti devono essere omogenee con il percorso svolto dall’alunno, il quale deve poterle svolgere con le stesse modalità, gli stessi tempi (possono essere previsti anche tempi più lunghi rispetto a quelli stabiliti per tutti) e la stessa assistenza fornita nelle prove di verifica fatte durante l’anno scolastico.

Per gli alunni con BES i livelli di apprendimento da raggiungere sono fissati nei PDP.

Per alcuni BES in particolare (per es. nei casi di istruzione domiciliare), se necessario, si possono attuare deroghe per le bocciature e validazione dell’anno anche se il numero delle assenze ha raggiunto il limite stabilito.

Per gli allievi disabili si tiene conto dei risultati conseguiti nelle varie aree.

Per i DSA si effettuano valutazioni che privilegiano le conoscenze e le competenze di analisi, sintesi e collegamento piuttosto che la correttezza formale. Possono essere previste verifiche orali a compensazione di quelle scritte (soprattutto per le lingue straniere).

Si farà uso di strumenti e mediatori didattici nelle prove di verifica sia scritte che orali (mappe concettuali, mappe mentali) e strumenti compensativi ove necessario. La valutazione terrà conto prevalentemente degli aspetti metacognitivi (verificare che il risultato ottenuto corrisponda a quello atteso).

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

E’ necessario che tutti i soggetti, coinvolti nel piano attuativo del progetto, siano ben organizzati, con competenze e ruoli ben definiti.

Nello specifico, all’inizio dell’anno (primissimi di settembre), saranno organizzati degli incontri per raccogliere ed analizzare la documentazione degli alunni provenienti dalle classi ponte, in coordinamento con le Funzioni Strumentali presenti (F.S. Continuità, F.S. Inclusione eF.S.

Valutazione);

I consigli di classe ed ogni insegnante curricolare in merito alla disciplina di competenza, affiancati e supportati dall’insegnante di sostegno, ove presente, metteranno in atto, già dalle prime settimane dell’anno scolastico, una osservazione iniziale attenta che consenta di individuare elementi utili per definire e redigere il percorso didattico inclusivo di ogni alunno BES. L’insegnante è di sostegno alla classe, , pertanto il suo orario deve tenere conto dell’orario delle discipline “sensibili”. Nei singoli PEI è esplicitato l’orario funzionale dei singoli docenti di sostegno, al fine di aumentare flessibilità e trasversalità nell'organizzazione del sostegno all'interno della classe. I docenti di sostegno supportano i docenti della classe in attività inclusive: lavori di piccolo gruppo di livello, apprendimento cooperativo, attività di tutoring, attività individuali per fondare e/o consolidare abilità e conoscenze utili ad una migliore collaborazione con i compagni (le attività individuali si stabiliscono sulla base delle effettive necessità dell’alunno. L’intervento di integrazione scolastica si svolge prevalentemente in classe.

Il Consiglio di Classe redigerà il relativo PDP o PEI entro due mesi dall’inizio dell’anno scolastico o comunque dalla ricezione della relativa certificazione.

Il GLI si occuperà della rilevazione dei BES presenti nell’istituto su proposta dei singoli Consigli di classe, raccoglierà la documentazione degli interventi didattici-educativi che si intendono attuare e fornirà supporto sulla didattica inclusiva e la personalizzazione del curricolo, se richiesto. Il Dirigente Scolastico presiederà alle riunioni del GLI, verrà messo al corrente dalla FS Inclusione del percorso scolastico di ogni allievo BES e coinvolto ogni qualvolta si presentino particolari difficoltà nell’attuazione dei progetti.

Il Personale non docente, collaboratori scolastici, si occuperà dell’assistenza di base e della vigilanza in ambiente scolastico. Fornirà supporto ai docenti negli spostamenti interni ed esterni all’istituto.

Il servizio educativo scolastico supporta i docenti della classe collaborando secondo quanto organizzato dai docenti.

 

 

 

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti

 

La scuola interagisce già da alcuni anni con vari enti territoriali al fine dell’inclusività scolastica. In particolare si evidenziano i rapporti con l’èquipe di Neuropsichiatria ASL di Sorgono, il Centro AIAS di Artizo, il Consultorio Familiare di Sorgono e i Sevizi Sociali dei vari Comuni.

Ritenendo tali collaborazioni fondamentali per il buon funzionamento del sistema inclusivo, si auspica che possa ulteriormente rafforzarsi e migliorare qualitativamente. Nello specifico si ritiene importante poter:

ampliare gli interventi riabilitativi (logopedia, fisioterapia, psicomotricità);

collaborare fattivamente negli interventi sanitari e terapeutici suggeriti da neuropsichiatri, psicologi;

favorire incontri con esperti dell’ASL e del Consultorio per confrontarsi sulle iniziative educative e di inclusione previste nei PEI o nei PDP;

Prevedere il servizio educativo specialistico fornito alla scuola dai rispettivi Comuni;

avere a disposizione una figura specialistica, adeguatamente formata, per attivare lo sportello d’ascolto in particolare per gli alunni della scuola secondaria di I grado; avere una collaborazione fattiva con i CTI e i CTS.

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative

Le famiglie saranno coinvolte sia in fase di progettazione che di realizzazione degli interventi inclusivi attraverso:

un focus group (docenti ed eventuali esperti esterni) per individuare bisogni e aspettative; la condivisione delle scelte effettuate;

il coinvolgimento attivo nella redazione dei PDP/PEI e nei passaggi essenziali di tali percorsi scolastici, anche come assunzione diretta di corresponsabilità educativa come la gestione dei

comportamenti e la responsabilizzazione degli allievi rispetto agli impegni assunti;

costantemente confronto con il coordinatore di classe per ogni situazione/ problema che possa verificarsi nell’ambito scolastico;

partecipazione agli incontri programmati tra scuola e famiglia e con la èquipe multidisciplinare della ASL , per monitorare i processi e individuare azioni di miglioramento.

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi

 

Per ogni soggetto si dovrà provvedere a costruire un percorso finalizzato a: rispondere ai bisogni individuali;

monitorare la crescita della persona ed il successo delle azioni; monitorare l'intero percorso; Nell’elaborare un curricolo personalizzato, il più possibile mirato all’integrazione, vengono tenute in conto tutte le indicazioni specifiche presenti nelle certificazioni. Esso promuoverà esperienze coinvolgenti e formative sul piano degli aspetti relazionali, promuoverà un apprendimento significativo e verranno valorizzate tutte le differenze e ricchezze culturali presenti in ogni singolo alunno.

   favorire il successo della persona nel rispetto della propria individualità-identità.

 

 

 

Valorizzazione delle risorse esistenti

Ogni intervento sarà posto in essere partendo dalle risorse e dalle competenze presenti nella scuola anche se, visto il numero e le diverse problematicità di cui i soggetti sono portatori nonché le proposte didattico formative per l'inclusione, si ritiene necessaria la presenza di risorse aggiuntive. L’Istituto si propone di valorizzare la professionalità di tutti i docenti curricolari, forti della loro esperienza pluriennale e, in particolare, di quei docenti con una formazione specifica nell’ambito delle disabilità e dei DSA.

Si propone di valorizzare la professionalità di tutti i docenti curricolari, forti della loro esperienza pluriennale e, in particolare, di quei docenti con una formazione specifica nell’ambito delle disabilità e dei DSA.

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

Le proposte didattiche per la specificità delle metodologie individualizzate necessitano talora di risorse aggiuntive non completamente presenti nella scuola. Tale risorse verranno ricercate soprattutto all'interno delle disponibilità degli EE.LL..

Tra gli strumenti e le risorse tecnologiche di ausilio al processo di inclusione, ci si prefigge di utilizzare quanto presente a scuola, ovvero: PC portatili (utili soprattutto per gli alunni DSA) tablet sintesi vocale

software didattici e riabilitativi postazioni PC per i docenti con database didattici testi scolastici digitali;

LIM con accesso ad Internet (una volta presenti)

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo

 

La scuola mette in atto varie attività per la continuità tra i vari ordini di scuola, in generale per ogni alunno compila una scheda di presentazione, svolge delle riunioni con i docenti coinvolti e organizza attività di accoglienza espressamente pensate per gli alunni. Tali attività vengono particolarmente curate e mirate per gli alunni con problematiche specifiche i documenti relativi ai BES (PEI, PDP e PDF ) sono accolti e condivisi dalle scuole di provenienza, in modo da assicurare continuità e coerenza nell’azione educativa anche nel passaggio tra scuole diverse ed in modo da costituire una sinergia e coordinamento tra i vari livelli di scuola. Fondamentale risulta essere anche l'Orientamento, inteso come processo funzionale a dotare le persone di un senso di autoefficacia e di competenze che le rendano capaci di fare scelte consapevoli,sviluppando “ un proprio progetto di vita futura".

Deliberato dal Collegio dei Docenti     in data

 

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